| Il 7 agosto del 1944 avviene non si è ancora appurato da chi un attentato contro un camion tedesco, che in quel momento è parcheggiato in un viale di Milano, non rimane coinvolto nessun soldato tedesco,
in quanto l'autista che stava dormendo sul camion riporta solo leggere ferite, ma provoca la morte di 6 civili milanesi e altri 5 rimangono feriti, il comandante del gruppo armato dei partigiani di Milano ha
sempre negato un loro coinvolgimento. A Milano era stato emesso dal feldmaresciallo Albert Kesselring comandante delle truppe tedesche un bando in cui si prevedeva la rappresaglia da parte dei nazisti
solo in caso di vittime fra i loro soldati, in misura di 10 italiani fucilati per ogni soldato tedesco ucciso, ma Theodor Emil Saevecke ufficiale delle SS e comandante della Polizia e del Servizio di Sicurezza in
Lombardia volle lo stesso fare una rappresaglia, ed è lui stesso a ordinare la fucilazione di quindici persone ritenute antifasciste, e ne compila la lista come può testimoniare un impiegata presso l'ufficio
delle SS Elena Morgante, che viene incaricata di batterlo a macchina. I quindici prescelti vengono fucilati all'alba del 10 agosto 1944 in Piazzale Loreto a Milano e i loro corpi lasciati a scopo intimidatorio per
tutto il giorno per terra nel luogo dell'esecuzione, e i membri della Muti impediscono anche ai parenti di rendere omaggio ai loro defunti, inoltre viene esposto un cartello che definiva i cadaveri come degli
assassini, e i membri della Muti come viene ripetutamente testimoniato continuano tutto il giorno a insultare i cadaveri e i loro parenti. Theodor Emil Saevecke verrà definito come il boia di Piazzale Loreto,
ma non ha mai subito alcun processo in patria ed è morto nel 2004 a 93 anni. |