| Nel giugno del 1944 in provincia di Arezzo nel comune di Cavriglia agiscono due brigate di partigiani denominate Chiatti e Castellani, i due gruppi agiscono abbastanza autonomamente dal centro
organizzativo dei partigiani, e sabotano diversi ponti, tendono agguati a fascisti e soldati tedeschi prendendoli prigionieri o uccidendoli. Il 20 giugno si concentrano in queste zone per cercare di fare un
fronte difensivo contro gli alleati, e nella zona di Cavriglia viene occupata da varie unità dei nazisti specializzate nella lotta alla resistenza operata dai partigiani e vengono aiutate in questo da alcuni
fascisti
della zona, il 29 giugno catturano un prigioniero e durante l'interrogatorio ottengono i nomi dei partigiani nativi di Meleto e Castelnuovo dei Sabbioni. Il 4 luglio inizia la rappresaglia tedesca, in
contemporanea le truppe tedesche della divisione Göring agiscono nei comuni di Castelnuovo, Meleto, San Martino in Pianfranzese, invece a Massa dei Sabbioni arrivano più tardi probabilmente sono le
stesse truppe che hanno già agito a Castelnuovo e trovano il paese quasi deserto. La strategia dei soldati tedeschi è uguale in tutti i paesi dopo aver circondato il luogo le sentinelle lasciano uscire dai vari
paesi solo le donne e i bambini, mentre riuniscono gli uomini, dopo il controllo dei documenti alcuni vengono rilasciati, mentre gli altri vengono fucilati. Alla fine della rappresaglia si conteranno 93 morti a
Meleto Valdarno, 73 morti a Castelnuovo dei Sabbioni, 4 morti a San Martino, 2 morti a Massa Sabbioni, 11 morti a Le Matole. Tutti i morti sono civili maschi fra i 14 e gli 83 anni. |