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Dimenticare Martin Bormann |
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Martin Bormann |
Martin Bormann |
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| Martin Bormann è nato a Wegeleben il 17 giugno 1900 e probabilmente morto a Berlino il 2 maggio 1945. Martin Bormann è un appassionato di musica e scacchi, non molto dello studio, difatti li interrompe
molto presto. Praticamente non partecipa al primo conflitto mondiale difatti il suo arruolamento coincide praticamente con la fine della guerra. Martin Bormann aderisce ai Corpi Franchi delle
organizzazioni paramilitari di estrema destra formate in Germania dai soldati sconfitti. Nel marzo 1924 deve scontare un anno di prigione
perché giudicato complice di Rudolf Höss nella brutale uccisione di
Walther Kadow un militante comunista, su cui c'era il sospetto di avere aiutato la polizia francese nell'arresto del nazista Leo Schlageter. Una volta nuovamente libero torna a far parte dei Corpi Franchi. Agli
inizi del 1927 aderisce al partito nazionalsocialista, e viene incaricato di amministrare il fondo di previdenza dei battaglioni d'assalto (SA) il primo gruppo paramilitare del Partito Nazista, di questo gruppo
diventa un membro del comando nel 1928 e in seguito prima Capo del Reich carica che veniva assegnata ai più importanti funzionari politici del Partito nazionalsocialista e poi membro di una delle camere
del parlamento tedesco. Martin Bormann nel 1933 diventa segretario personale di Rudolf Hess, carica che mantiene fino al 1941. Martin Bormann dirige i lavori di costruzione della fortezza ideata da Albert
Speer chiamata nido dell'aquila, e lo chalet offerto a Hitler come dono di compleanno in occasione dei suoi 50 anni. Martin Bormann fu particolarmente duro contro le chiese e di ogni tipo di religione
all'interno dei nazionalsocialisti, e proibì l'iscrizione al partito dei preti, degli
scienziati cristiani, e degli studiosi di teologia, poi cercò di impedire l'insegnamento di qualsiasi forma di religione nelle scuole.
Quando Hess nel 1941 vola a Londra per cercare di fare una trattativa di pace Anglotedesca Martin Bormann coglie l'occasione per usurpargli il posto, diventa il capo della Cancelleria di Hitler in veste di
capo del partito nazionalsocialista e deve amministrare lo speciale Fondo Adolf Hitler per l'industria tedesca, nell'aprile del 1943 diventa il segretario personale di Hitler. E ottenendo poteri straordinari
superiori a quelli dei suo predecessori praticamente controlla tutte le maggiori attività del Reich. Martin Bormann partecipa e sostiene in tutte le riunioni del quartiere generale del Fuhrer le più criminali
delle azioni che verranno prese dal governo nazista, iniziando con la soppressione della libertà religiosa, poi firma il decreto che stabilisce l'eliminazione di tutti gli Ebrei che vivono in Germania, e da a
Eichmann i pieni poteri sulla logistica dello sterminio di milioni di persone durante l'Olocausto, in particolare della soluzione finale per gli Ebrei. sull'
Organizzazione l'identificazione e il trasporto delle
vittime ai vari campi di concentramento e di sterminio, e da il compito di occuparsi dei prigionieri di guerra alle SS comandate da Himmler. Martin Bormann era forse l'unico che poteva influenzare Hitler ma
il suo valore come stratega era assolutamente zero, tanto che alcuni generali lo consideravano al servizio di Stalin, visto le assurde azioni belliche prese dal Fuhrer sotto la sua influenza. Speer, Göring e
Goebbels cercano di frenare la sua influenza negativa su Hitler ma è un tentativo inutile
perché ormai Hitler sempre di più dipendente dalla morfina vive in un mondo irrealistico. Negli ultimi giorni di guerra
Martin Bormann firma l'ultimo testamento politico di Hitler ed è il suo testimone nel matrimonio con Eva Braun. Martin Bormann non venne mai imprigionato ma venne condannato a morte in contumacia
durante li processo di Norimberga. Su di lui nel dopoguerra escono molti testimoni che lo vedono in varie parti del mondo, ma quando nel 1972 alcuni operai durante degli scavi a Berlino ritrovano 2
scheletri risalenti al periodo bellico, si scopre che la dentatura di uno scheletro combacia al cento per cento con quella di Martin Bormann conservata nell'archivio militare, si suppone che la versione che
aveva dato Erich Kempka autista di Hitler al processo di Norimberga doveva essere vera. Erich Kempka aveva dichiarato di aver visto Martin Bormann colpito a morte da un esplosione mentre tentava di
fuggire attraversando le linee russe. |
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