| La strage di Nola è una dei massacri più gravi compiuti dai nazisti nel sud Italia, ma non si conosce la perfetta ricostruzione che comunque dovrebbe avvicinarsi notevolmente a questa; Il 12° Reggimento di
Artiglieria e il Distretto militare sono accampati presso la reggia Orsini a Nola nel settembre del 1943, quando gli alleati sbarcano a Salerno il 9 settembre il feldmaresciallo Kesselring decide di radunare
tutte le sue truppe nei dintorni della città per cercare di fermare gli alleati, il giorno 10 due soldati tedeschi di pattuglia in motocicletta trovano dei militari italiani armati, e gli impongono di consegnargli le
armi, di fronte al loro rifiuto i tedeschi aprono il fuoco, a quel punto i militari italiani rispondono al fuoco, e uccidono uno dei soldati tedeschi, nella sparatoria cade anche un civile italiano, Giuseppe De Luca.
Immediatamente il comando italiano manda una delegazione al comando generale tedesco, la delegazione italiana si presenta disarmata e con la bandiera bianca, ma nonostante questo i tedeschi aprono il
fuoco e uccidono il militare Aldo Carelli. Il giorno seguente la divisione corazzata Göering arriva davanti alla caserma italiana, gli italiani tentano una coraggiosa difesa ma vengono soprafatti dai tedeschi e
vengono disarmati, radunati in piazza tutti i militari italiani, i tedeschi fucilano 10 ufficiali, tra essi c'era il tenente Enrico Forzati che verrà onorato a postumi della medaglia d'oro per alti meriti, per aver
sostituito volontariamente un compagno destinato alla fucilazione. Dopo alcuni giorni viene ucciso il civile Gaetano Santaniello sospettato di aver sabotato la linea della ferrovia. I cittadini di Nola il primo
ottobre riescono a impadronirsi delle armi e delle munizioni che sono conservate nella caserma dei carabinieri e con coraggio affrontano e costringono i tedeschi a fuggire dalla città. |