| Nell' agosto del 1943 La Germania e l'Italia sono ancora alleate, Ma le truppe delle due nazioni si stanno ritirando non riuscendo a far fronte alle truppe alleate sbarcate in Sicilia e sono inseguite dalla VII°
armata statunitense e dalla VIII° armata inglese, durante questa ritirata un drappello di SS aspetta l'ordine di ritirarsi in una frazione del comune di Castiglione, precisamente in contrada Sciambro. Verso la
notte del 10 agosto 1943 a queste truppe naziste viene sottratto un autocarro contenete delle provviste alimentari. Il mattino dell'11 agosto un veicolo con a bordo 40 soldati tedeschi con la scorta di un
mezzo corazzato irruppe nel paese di Castiglione di Sicilia e all'ordine di un ufficiale delle SS aprono il fuoco sia con le mitragliatrici che con il carro armato, contro la popolazione civile del paese, causando
subito decine di morti e feriti, testimoni riferiscono che i nazisti entrano urlando nelle case e fanno uscire gli uomini, colpendoli con calci e con i fucili, una donna viene gettata da un balcone e lasciata sulla
strada nonostante avesse le gambe fratturate. Quando le persone sono tutte uscite i nazisti li obbligano ad andarsene dal paese, e prendono come ostaggi circa 200 persone, fra i quali ci sono anziani e
bambini, picchiando chi non scattava agli ordini e fucilando quelli che si rifiutavano. Secondo alcuni testimoni gli ostaggi vengono imprigionati nel castello, secondo altri all'aperto in un ovile, comunque
senza ne bere ne mangiare, e vengono tenuti rinchiusi per tre giorni durante i quali i nazisti saccheggiano il paese e poi gli danno fuoco. Mentre gli abitanti abbandonano il paese alcuni volontari tentano e
riescono a fare una mediazione che salva gli ostaggi. |