| Dopo questa operazione Hitler consegna a Heinrich Himmler la forza di polizia segreta di Stato della Germania Nazista (Gestapo), e a Luglio dispone che le SS siano autonome nei confronti del partito
nazionalsocialista. La carriera di Heinrich Himmler non si ferma ancora e con abili mosse nel giugno del 1936 comanda tutte le forze di polizia, delle attività politiche e segrete della Germania. Heinrich
Himmler riorganizza subito la polizia mettendo i suoi fidati uomini Reinhard Heydrich al comando della polizia politica e investigativa, e Kurt Daluege come capo della polizia addetta all'ordine pubblico.
Heinrich Himmler è colui che porta avanti il progetto della soluzione finale e delega i suoi uomini di eseguire il progetto di sterminio di massa dei sub umani i popoli inferiori, e particolarmente i popoli
dell'Est, cioè gli ebrei, gli slavi, gli zingari, i bolscevischi sovietici e
qualsiasi persona che non fosse di razza ariana.
E l'invasione della Russia da parte dell'esercito tedesco gli da l'occasione di creare i famigerati gruppi operativi (Einsatzgruppen) che dovevano compiere l'annientamento degli ebrei, di zingari e
dei commissari politici (cioè ufficiali incaricati da un partito comunista di supervisionare un'unità militare) facendo uso di fucilazioni di massa e utilizzando autocarri appositamente convertiti in camere a
gas. Heinrich Himmler si deve preoccupare anche della salute mentale dei propri uomini che partecipano a queste esecuzioni,
perché si era riscontrato che nonostante l'addestramento e la continua
propaganda che fa verso i suoi uomini del concetto che è giusto eliminare le razze inferiori quando le sue truppe devono procedere all'eliminazione di grandi masse di persone, tipo le fucilazioni di massa
a Babi Yar, in Ucraina, in molti dei suoi uomini subentravano danni psichici o rimorsi di coscienza. La sua soluzione, per l'omicidio pulito e corretto, venne comunicata ai primi gradi paramilitari del partito
nazista, nel famoso discorso di Posen del 4 ottobre 1943. Quando dice « Non ne dibatteremo mai in pubblico, però è venuto il momento di parlare molto francamente fra di noi. Mi riferisco all'evacuazione
degli ebrei, allo sterminio del popolo ebraico. È uno di quei principi che è facile enunciare: "Il popolo ebraico va eliminato", dice ogni membro del partito, "ed è ovvio che così sia perché così è scritto nel
nostro programma. Bisogna togliere di mezzo gli ebrei, farli fuori, ma certo! Poi però vengono tutti, uno per uno, i nostri cari ottanta milioni di tedeschi e ognuno di loro ha il suo bravo ebreo da
proteggere. Sì, è vero, tutti gli altri sono porci, tuttavia questo ebreo in particolare rappresenta un'eccezione, ma non uno di quelli che parlano così ha mai assistito a ciò che poi di fatto succede, non
uno che abbia dovuto superare questa prova. I più di voi sanno cosa significa trovarsi davanti a cento cadaveri, a cinquecento o a mille. Aver provveduto a tutto questo e, a parte le eccezioni costituite da
alcuni episodi di umana debolezza, ed essere rimasti ugualmente corretti: ecco cosa ci ha resi duri.» Una soluzione viene trovata con la
costruzione dei campi di concentramento. Il primo campo viene
costruito già nel 1933, immediatamente dopo la vittoria alle elezioni del Partito nazista, a Dachau, per internare gli avversari politici. Quando inizia la seconda guerra mondiale, in Germania ci sono già sei
grandi campi di concentramento, con più di 20.000 prigionieri, ma già nel 1940 il numero dei prigionieri è 800.000. Per sfoltire i campi di concentramento vengono creati nei territori polacchi, per tenerne il più
possibile all'oscuro la popolazione tedesca i campi di sterminio di Auschwitz, Sobibór, Chelmno, Majdanek, Treblinka, Belzec. |
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Heinrich Himmler Biografia |
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