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| Per Non
Dimenticare Ervin Rommel |
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Ervin Rommel |
Ervin Rommel |
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| Il 18 luglio 1944 la macchina su cui sta viaggiando Ervin Rommel viene attaccata da un aereo con le insegne della Royal Air Force, Ervin Rommel riporta una frattura al cranio. due
alla tempia una ferita allo
zigomo, e un altra ferita nell'occhio sinistro, ed è costretto al ricovero. Ma dopo si scopre che negli archivi dell'aviazione Inglese non risulta che ci fossero aerei e tantomeno che abbiano attaccato un
autovettura in quella data. Secondo alcuni studiosi delle vicende della guerra quello era stato un attentato di un aereo tedesco camuffato ordinato da Hitler per ritorsione alle presunte trattative di pace che
Ervin Rommel avrebbe avuto con Montgomery ed Eisenhower. Due giorni dopo in Germania avviene il tentativo di complotto per togliere il potere a Hitler, Martin Bormann che ormai è il consigliere
fidato di
Hitler che è sempre più dipendente dalla morfina e non più in grado di decidere da solo convince il Fuhrer che Ervin Rommel è uno degli organizzatori dell'attentato, invece Goebbels è di tutt'altro parere,
comunque Hitler segue il consiglio di Bormann e da due possibilità a Ervin Rommel o si suicida oppure viene deferito e condannato a morte dalla corte marziale per alto tradimento, e in questo caso non gli
garantisce il futuro per la sua famiglia, Ervin Rommel si suicida il 14 ottobre del 1944, e dato che è sempre molto popolare nel popolo tedesco Hitler ordina un maestoso funerale di stato, e da l'ordine di
costruire un monumento per il generale, ma ormai la situazione era talmente compromessa che il monumento non fu mai eseguito. Finita la guerra vennero pubblicati i diari di Rommel, e vennero fuori i
suoi metodi di anteporsi a superiori e soldati, per esempio si scopre che gli ufficiali italiani lo criticavano per gli inganni che usava in battaglia, tipo trasformare dei pali della corrente elettrica in finti
cannoni antiaerei, e a lui viene attribuita la frase in cui dice che i soldati italiani Sono straordinari, coraggiosi, disciplinati, ma mal comandati ed
equipaggiati. E un altra frase che ha detto spesso fino a farla
diventare celebre è stata: Il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco. Ervin Rommel non ha mai fatto nulla per rendersi simpatico ai suoi superiori, la sua
carriera la fatta solo per le sue grandi capacità di comandante, era disprezzato da molti alti ufficiali sia Nazisti che Italiani ma era adorato dai suoi soldati. Ervin Rommel al contrario degli altri comandanti era
sempre al fianco dei suoi uomini muovendosi per tutta la prima linea guidando i suoi uomini nella battaglia, poi sempre al contrario degli altri generali ignorava volentieri gli ordini cosa che oltre a far
imbestialire i suoi superiori rendeva inutile tutto il complesso di lavoro di spionaggio fatto dagli alleati e che a volte capovolgeva l'esito di una battaglia. Da citare anche che quando riuscì a sfondare le
linee alleate in Africa Mussolini che si godeva il trionfo, si recò varie volte al suo
quartiere generale ma con varie scuse non venne mai ricevuto, ma Ervin Rommel riuscì a trovare il tempo di recarsi al
capezzale di un maggiore italiano che si era eroicamente comportato in battaglia. Di citazioni ce ne sarebbero ancora molte ma l'ultima che riporto è di quando un ufficiale sudafricano bianco gli chiese di
non essere tenuto prigioniero con gli uomini di colore, e lui gli rispose che avevano la stessa divisa e avevano combattuto a fianco e quindi sarebbero stati a fianco anche in prigionia. |
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Ervin Rommel |
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