| Il pomeriggio del 20 giugno del 1944 un ufficiale tedesco viene ucciso e un altro ferito dai partigiani nel comune di Gubbio, i soldati tedeschi iniziano subito un rastrellamento per le vie della città, alla sera
dopo un intervento del vescovo Ubaldi sembra che il rastrellamento si fermi, e il vescovo viene rassicurato dal comandante dei nazisti che non ci sarà più nessuna rappresaglia, invece il mattino del giorno
seguente il rastrellamento riprende e in maniera ancora più vigorosa del giorno precedente, anche se nella notte non è successo assolutamente niente per poter dar adito alla ripresa della rappresaglia,
vengono catturati indiscrinatamente uomini donne e ragazzi, alcuni dopo un sommario interrogatorio vengono rilasciati, ma quaranta persone vengono trattenute, e alle prime luci dell'alba del 22 giugno
1944 una parte di loro viene obbligata a scavare una fossa, mentre gli altri vengono legati e massacrati di botte, poi quelli che hanno scavato la fossa vengono fucilati, mentre gli altri vengono uccisi con un
colpo di pistola. Oggi nel posto dove è avvenuto il macabro massacro sorge un Mausoleo in ricordo dei quaranta civili uccisi dai tedeschi. |