|
| Per Non
Dimenticare Eccidio delle Fosse Ardeatine |
|
Eccidio delle Fosse Ardeatine |
Eccidio delle Fosse Ardeatine |
|
| I partigiani notano che ogni giorno una colonna della polizia tedesca passa in via Rasella, studiano bene il tempo che la colonna impiega a percorrere il tragitto e studiano un piano per attaccarla, nel primo
pomeriggio del 23 marzo 1944 una cassa contenete dodici chili di esplosivo viene messa su un carro con una miccia che doveva impiegare un minuto per farla esplodere, intorno vengono posizionati altri
sei chili di esplosivo, il carro viene piazzato nel centro della strada, dalla parte dove arriva la colonna dei tedeschi viene piazzato un uomo che quando la colonna imbocca la via si toglie il cappello dando il
segnale per far accendere la miccia, un suo compagno accende la miccia si mette il cappello per segnalare ai compagni che tutto funziona regolarmente, e che perciò si può procedere con l'attentato, e
fugge verso Via Quattro Fontane, appena imbocca questa via si sente il botto dell''esplosione, in quell'istante la colonna tedesca si trova proprio nelle vicinanze del carretto e viene travolta dall'esplosione,
i soldati tedeschi che si trovano in fondo alla colonna vengono attaccati con bombe di mortaio modificate in modo che funzionino come bombe a mano, questi soldati tedeschi si ritirano ordinatamente e
finisce lo scontro, quando arrivano sul luogo dell'attentato i vertici fascisti e nazisti trovano trentadue tedeschi morti su un lato della via e due civili italiani morti sull'altro lato, uno dei due è un bambino.
Quando arriva il generale Mältzer comandante delle forze tedesche parla di far eseguire una grande rappresaglia, e inizialmente quando viene informato è dello stesso parere anche Hitler, ragionandoci
sopra Hitler decide di diminuire la rappresaglia comunque ordina lo stesso che dieci persone vengano uccise per ogni soldato tedesco caduto nell'attentato, contravvenendo all'uso della rappresaglia
deciso nelle convenzioni dell'Aja e di Ginevra, la scelta sui prigionieri da fucilare cade su persone che appartengono alla resistenza e di fede Ebraica, ma all'ultimo momento vengono presi a caso anche dei
prigionieri a caso nel carcere di Regina Coeli. Cinquanta dei prigionieri furono consegnati ai tedeschi dal questore di Roma il fascista Caruso che li aveva identificati come partigiani.
Fu l'ufficiale delle SS Herbert Kappler a organizzare e eseguire il massacro cercando di tenerlo nascosto ai romani, inizialmente l'esecuzione doveva riguardare 320 persone, ma dato che nella notte era
morto un altro soldato tedesco Herbert Kappler decide di ucciderne 10 in più, vi fu anche un errore nel conteggio degli ostaggi da fucilare e al momento dell'esecuzione vi erano 5 persone in più che i
tedeschi eliminarono lo stesso per non avere testimoni pericolosi. I tedeschi, dopo aver compiuto il massacro, infierendo sulle vittime, fecero esplodere numerose mine, per far crollare le cave
delle Fosse Ardeatine dove
avvenne il massacro per rendere più difficile la scoperta di tale sterminio. Finita l'esecuzione per cercare di far nascere dell'ostilità nei confronti dei partigiani i tedeschi affiggono nelle vie di Roma un
manifesto in cui il comando tedesco promette che se vengono consegnati gli attentatori non ci sarà nessuna rappresaglia. |
|
Se qualcuno
vuol collaborare inserendo documenti o fatti su questo triste periodo può
contattarmi: |
|
Mail |
MSN
messenger: websiti@hotmail.it |
|
|
|
Eccidio delle Fosse Ardeatine |
Eccidio delle Fosse Ardeatine |
|
|
|