| Durante la seconda guerra mondiale la maggior parte dei territori dell'attuale Croazia sono stati invasi dalle truppe Nazifasciste, e nel 1941 viene fondato lo Stato Indipendente di Croazia, governato da un
gruppo ultranazionalista di estrema destra l' Ustascia, che è alleato con le forze Italo Tedesche, ed è governato da Ante Pavelić, in questi territori e precisamente nei pressi di Jasenovac un comune della
Contea di Sisak e della Moslavina, situato a pochi chilometri dal confine con la Bosnia-Erzegovina, alla confluenza del fiume Una nella Sava, viene creato il più grande campo di sterminio operante nei Balcani.
Il campo viene costruito diviso in 5 campi di sterminio, i primi due a essere costruiti smettono di funzionare nel novembre del 1941, invece gli altri tre chiamati Ciglana, Kozara, e Stara Gradiška continuano
a funzionare fino alla fine della guerra, questi campi vennero attuati per sterminare con il metodo dei campi nazisti, ebrei, serbi, zingari, musulmani e oppositori politici croati, ma il numero più
spaventoso riguarderà i bambini sotto i 14 anni che verranno uccisi nel campo circa 75000, è difficile individuare chi perse la vita nel campo di sterminio comandato da Vjekoslav "Maks" Luburić, e chi venne
ucciso negli spaventosi massacri che ordina il governo dittatoriale dello stato, comunque fra il folle programma di pulizia etnica e fanatismo religioso cattolico attuato dall' Ustascia, e le vittime dei campi di
concentramento gli storici valutano che nella zona vennero sterminate circa 700000 persone nell'arco di tempo del secondo conflitto mondiale. Nel campo di sterminio di Jasenovac venne commesso uno
degli atti più inauditi che la storia ricordi uno studente di legge, tale Petar Brzica nella notte del 29 agosto 1942 per una semplice scommessa sgozza uccidendoli 1360 prigionieri del campo e viene
nominato Re delle gole tagliate. |